L’estranea...sono io

scritto da Mary Read
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Autore del testo Mary Read

Testo: L’estranea...sono io
di Mary Read




Regia: Paolo Strippoli
Interpreti: Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi, Gabriella Telegrafo, Mariandrea Cesari, Andrea Genovese, Alessandra Carbonara, Andrea Rossini, Marina Limosani
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 115?
Origine: Italia, Francia, Belgio 2026

“No!  Se è un horror non vengo…Lo sai che non mi piacciono”.

“Ma non proprio horror, a leggere la locandina e a vedere il trailer, sembra più un thriller psicologico…Dai! Sono curiosa, si presenterà agli Oscar! Lo hanno pompato tanto che…E vieni!”
Nic ha il potere di convincermi, anche quando non è il mio, la sua curiosità è contagiosa. E Strippoli, il regista, è giovane, classe 1993 e mi piace questo, un regista, così giovane,scelto a rappresentare l’Italia agli Oscar!
Solito cinema, solo che, stavolta, non ci sono i tre gatti ma una piccola platea nutrita.
L’inizio è musica fuori tono,  un accompagnamento al rumore straripante della pioggia, dell’ acqua, acqua torrenziale, sopra a una Roma cupa e nebulosa, una donna che sembra scappare ma non dalla pioggia, da un qualcosa che è indefinito, adesso, e resta indefinito, per me, quasi sino alla fine.
La figlia, Alice, un viso che fatico ancora a dimenticare, gli occhi due pozze nere, l’accoglie mal volentieri, è sorpresa e infastidita dell'arrivo della madre, Anna. Del resto, ci sta che ci sia questa sensazione, quando ti presenti, a casa di un figlio all' improvviso…Quello che le  dice la madre, facendola sedere, come se ci fosse un’urgenza grave in quell’atmosfera,che, devo ammettere, Strippoli  rende gotica allo sfinimento,  non è normale, una Trinca invecchiata, truccata sapientemente, con uno sguardo di tenebra.
Quando, poi, parlando di questo, guarda la foto in una bella cornice, ti mostra una famigliola convinta:padre, madre, una bimba e un bimbo. In posa, impeccabile ma un po' forzata e cane al seguito.
 Il “non normale”viene fuori, si tratta di una donna, che non si fa fatica a intuire, diabolica, si presenta a proporre un patto. Ma tutto deve essere ben spiegato e viene fatto con una cura dei dettagli, trascinandoti in un tempo come se tutto fosse allargato, in macro, occorre tornare indietro agli anni novanta e ritrovarsi in quella grande casa dove viveva questa famiglia benestante, di un'alta borghesia
barese.
La
musica ti assorda, lo fa apposta a darti dei segnali acustici sui passaggi importanti. Nel bel mezzo di una festa bianca,lattiginosa, villa,scalinata,tovaglie, abiti, perfetta con tutto preciso, preciso, immacolata atmosfera di alta borghesia un po' kitsch, con una luce gravida di simboli che risalta i contorni, c'è lei, Anna, brava padrona di casa…Poi l'urlo, le urla e il rosso sangue che si mescola al bianco,  il cane azzanna la gamba della figlia e tutto precipita in un vortice. Già un vortice.
Un  soprannaturale  ricatto o un'esigenza formale, un obbligo imposto dall'ambiente che  una donna, perfetta moglie, ricca, bella e potente si trova ad affrontare per non perire sotto i colpi di un destino che sembra volerle togliere tutto e per difendere il suo status,  si trasforma, ossessionata,  si fa protettrice del suo habitat, delle sue fragilità tralasciando i danni collaterali.
Strippoli, ha fatto una bella scommessa e al di là di alcune forzature e di una certa frenesia nello sviluppo della narrazione, riesce a lasciarti le domande, la curiosità delle ipotesi e questo è già vincerla.
È uno di quei film che alla fine, di getto, ti alzi e te ne vai indispettito, come se ti avessero preso in giro, in realtà, stai cercando nei diversi strati del film le risposte...oppure...
Ci sono cose che non si dicono, ma si sanno,
a dispetto di tutte le possibili, reali, inconfutabili disposizioni del buon senso e del destino, scolpite e dormienti da qualche parte resteranno, laggiù, laggiù, dove non ci si va mai per timore che possano risvegliarsi e venirci incontro, senza risparmiarci, come quel giorno in cui ci avevano travolto con la loro assurda e spietata verità.

Mary Read, ottobre 2026

L’estranea...sono io testo di Mary Read
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